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Monastero delle Benedettine di Clausura

Il Monastero di Palma di Montechiaro fu costruito fra il 1653 e il 1659 per volere della figlia del duca Giulio Tomasi, Isabella. Il luogo che all'inizio in realtà fu il primo palazzo ducale della famiglia Tomasi, divenuto poi monastero in seguito al fervente desiderio della giovane, conserva tutt'ora l'austerità e la bellezza di un tempo. All'interno splendidi soffitti lignei, di rilievo il tabernacolo in argento massiccio, e l'immenso reliquario. Le suore di clausura che abitano ancora il monastero, su ricette centenarie confezionano i mandorlati del Gattopardo, citati nel celebre romanzo di Tomasi di Lampedusa. Il luogo e le vicende mistiche e miracolose avvenute centinaia di anni fa in questo luogo sono riportate fedelmente nel romanzo, le reliquie della Beata Corbera, pseudonimo usato dallo scrittore per celebrare la propria antenata fondatrice del monastero, Isabella Tomasi, sono conservate e venerate ancora oggi nella piccola chiesa del monastero, il sasso che il demonio stesso scaglia alla donna è visibile dietro una delle grate Inoltre è visitabile il parlatorio con la volta a botte, la ruota e le duplici grate per le conversazioni, usate tutt'ora come mezzo di comunicazione tra le suore e il mondo esterno.

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